SMS periodico: sostenere una buona causa mensilmente

Qualche giorno fa fundraising.it ha pubblicato un interessante articolo che illustra l’innovativa, almeno per il contesto italiano, iniziativa di raccolta fondi tramite sms periodici.

In cosa consiste?

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Vodafone e Airc e si chiama “Donazione Periodica”. Come si può leggere da entrambi i siti web (anche se è spiegata meglio in quello dell’organizzazione non profit), il sostenitore ha due possibilità:

  • attraverso un sms può decidere di donare automaticamente 1 o 2  euro mensili per un anno;
  • attraverso internet può decidere di donare automaticamente 1, 2, 3 o 5 euro mensili per un anno.

I soldi verranno scalati direttamente dal credito del cellulare oppure da conto telefonico.

Nell’articolo pubblicato su fundraising.it è riportata anche un’intervista ad Andrea Rivoli, responsabile marketing di Airc (pubblicata su Il Sole 24 Ore del 20 settembre 2010), il quale afferma che “sarà nostra cura chiamare le persone innanzitutto per avere un’ulteriore conferma della loro volontà di aiutare e, poi, per informarle sulle nostre attività e invitarle a sostenerci nel tempo”. Tutto ciò sarà possibile grazie alla disponibilità di Vodafone a passare i numeri di cellulare delle persone che aderiranno.

Ma ci sono best practice straniere?

Alcuni mesi fa mi sono imbattuto in una guida on-line sul mobile fundraising “Strategy guide #3: Using Mobile Phone in Fundraising Campaigns” [la guida non è più accessibile on-line, qui puoi scaricare una copia] nella quale era riportato un interessante programma di raccolta fondi tramite sms periodici avviato da Amnesty Norway (non so se ancora in corso).

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste:

  • le persone potevano decidere di accettare di ricevere due volte al mese un messaggio da Amnesty Norway contenete un appello urgente. Ad ogni messaggio ricevuto il soggetto donava automaticamente 0,25 euro;
  • le persone, rispondendo all’sms, donavano altri 0,25 euro.

Ora facciamo due conti. Bisogna premettere che Amensty Norway riceveva solo il 50% delle entrate derivanti da questo meccanismo. Una persona in un anno, semplicemente con il primo meccanismo, donava in totale 6 euro. La campagna ha raccolto 25 mila adesioni quindi a questo primo livello sono stati raccolti 150 mila euro. Inoltre mediamente ad ogni sms hanno risposto 10 mila persone, per un totale di altri 60 mila euro raccolti. Togliendo quindi la quota spettante alla compagnia telefonica, Amnesty Norway ha ricevuto circa 100 mila euro in un anno.

Una breve analisi critica

Cerchiamo ora di vedere velocemente quali possono essere i punti di forza e di debolezza di questo strumento. Cominciamo dai primi:

  • gli sms periodici rappresentano un entrata costante e pianificabile nel tempo;
  • richiede un minimo sforzo da parte del sostenitore, andando ad intercettare anche le cosiddette donazioni impulsive;
  • riescono ad intercettare anche target più giovani;
  • i costi per per la raccolta fondi sono molto bassi.

Ora analizziamo alcuni punti di debolezza o criticità:

  • non si conoscono i dati del donatore (solo il numero di cellulare e nel caso di una grande adesione la schedatura attraverso singola chiamata potrebbe risultare onerosa e complicata, anche per la gestione delle autorizzazioni per la privacy);
  • nel caso di Vodafone-Airc non viene sfruttato l’sms come mezzo di comunicazione tra il sostenitore e l’organizzazione, come invece accade per Amnesty Norway;
  • ci sono alcuni aspetti della campagna che non sono ben chiari o nemmeno specificati in nessuno dei due siti (ad esempio le modalità di recesso, cosa accade se al momento del prelievo non c’è credito sufficiente e se comunque viene garantito un credito minimo ecc.);
  • è necessaria un’adeguata diffusione della campagna affinché si riesca ad ottenere un elevato numero di adesioni.

E voi cosa ne pensate? Secondo voi gli sms periodici avranno successo?

Davide Moro è un fundraiser interno e formatore specializzato in raccolta fondi online, comunicazione sociale e psicologia del donatore. Dopo aver concluso nel 2016 il dottorato di ricerca all’Università IULM con un progetto di ricerca sulla philnathropic psychology, si è appassionato al tema della divulgazione del fundraising dal punto di vista della ricerca accademica.